cassetti confusi

cassetti confusi
A SCUOLA DALLO STREGONE

martedì 30 luglio 2013

SUMMER'S CONFUSED CARDS

Le Vacanze dei  meravigliosi anni '60 rivissuti attraverso alcune cartoline, gelosamente conservate e rispolverate per l'occasione.
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" Barcchemmare " era una parola che mio figlio all'età di tre anni aveva imparato ad urlare per comunicarmi il desiderio di  farsi condurre  giu' al porto a vedere le barche e farsi un giro immaginario dentro qualcuna di queste, momentaneamente  parcheggiata sul bagnasciuga
Per ciò  mi è venuta l'dea di dedicare questo post a Barche e Mare... 


George Benson - Walk On By







A Questo punto, attratto dal colore di queste acque (chissà se ancora oggi conservano la stessa purezza) mi tuffo e nuotando, nuotando, nuotando, riemergo nel Golfo di Palermo:

Hotel con piscina sul mare: che sciccheria ragazzi! Prego, osservare giovanotti in costume pseudomutandato-fantozziano, e la signorina a-a-abbronzatissima in casto modello intero color tristezza e messa in piega per occasioni speciali..

   Porto di Sciacca - 1961-      Interessante esempio di cartolina originariamente in bianco e nero, successivamente ritoccata e colorata (non da me)


I miei zii, dopo aver visto vari film di Totò e poi Celentano, Morandi e migliaia di altri cantanti, film, dicevo, che in quel periodo avevano come sfondo questa splendida isola, decisero  anche loro di passarvi le vacanze..


VRSAR (Orsera) -1960-

Ecco invece una cartolina di grande classe. Un panorama che dal vivo doveva veramente lasciare a bocca aperta...
Ho dei parenti  in provincia di Padova con i quali purtroppo ho perso i contatti  e che da studente invece  frequentavo con discreta assiduità. La mamma di questo mio zio era originaria dell'Istria ed era rimasta molto affezionata alla sua terra. Lei aveva sposato un fratello del mio nonno paterno (siculo) che era segretario di quel comune...Perchè si perdono i contatti con persone con le quali c'è una sintonia, un affetto, speciali? Bho..la risposta è ovvia, ma è una risposta che non accetto.

Pubblico anche il retro di questa cartolina, (diretta a mio nonno), per farvi vedere il  francobollo con la scritta JUGOSLAVIJA, quando ancora esisteva tutta unita.Oggi VRSAR appartiene alla Croazia.


Mi sembra di aver concluso il giro e mi accorgo che si è fatta sera, riemergo dalle stesse acque nelle quali mi sono tuffato all'inizio del post e mi accorgo che siamo già nel luglio del 2013..                    




George Benson - What's New

sabato 27 luglio 2013

SUMMER'S CONFUSED CAMELS

Cartoline di un Medio Oriente in profondo cambiamento. Purtroppo non c'è da stare tanto tranquilli. E' come avere una bomba in perenne attesa di esplodere in cortile. E il nostro cortile è il Mediterraneo...







Mauro Pagani - Europa Minor



Mauro Pagani - La Città Aromatica




venerdì 19 luglio 2013

"QUATTRO SOLI A MOTORE" SONO VENUTI A TROVARMI

...ed io li ho portati in giro per farsi un'idea del Barocco Siciliano.
Questo post aderisce alla simpatica idea dell'Alligatore di Elle e di Paolo Zardi,  di fare conoscere il libro di Nicola Pezzoli (noto anche come Zio Scriba fra noi amici bloggers) nell'ambito dell'iniziativa:

 libro dell'estate 2013
NEO editore




Lo swing trae origini dal blues, di cui conserva ironia e amarezza insieme.Esso tuttavia guarda la vita con piu' ottimismo e spensieratezza. Trovo i racconti di Corradino (il protagonista e narratore di Quattro Soli A Motore), molto Swing - frizzanti ed allegri  e comunque pieni di profonde riflessioni nonostante l'ingenuità dei personaggi. Per questo ho scelto un brano di  Joe Venuti che, pur riferito ad un periodo storico distante nel tempo da quello in cui si svolgono i fatti (fine anni '70), ne recupera la spensieratezza e la leggerezza di vivere degli adolescenti. E la poesia. Assolutamente da leggere. Riporto  uno di questi deliziosi e divertenti racconti..

Joe Venuti  -  Honeysucle Rose

In una sera primaverile, lo zio storno invece di telefonare era piombato giu’ a trovarci dopo cena.
Lo zio storno, che s’interessava di politica ma non si capiva mai da quale parte pendesse, ce l’aveva col governo che non voleva saperne di trattare con le Brigate Rosse per il rilascio di Aldo Moro.
I telegiornali su quel rapimento erano stati in assoluto la cosa più scioccante che avessi mai visto. Quei corpi dei carabinieri della scorta crivellati di colpi in via Fani, e i nomi dei cinque carabinieri, e il numero dei figli piccoli che avevano, e il fatto che uno di loro si fosse trovato lì proprio quella mattina per sostituire  un collega malato. Ed ogni volta che i grandi ne parlavano, sentivo in loro uno sgomento, una fifa lugubre, un senso di inadeguatezza che mi deludeva sul loro essere adulti.
Sedettero  in sala e andarono avanti per ore, lo zio storno che baccagliava come un ossesso, papà  che parlava pianissimo perché tanto dava per scontato che quello non capiva un’ostia in ogni caso. Anche perché quello là monopolizzava il discorso, mentre  papà se ne sbatteva sostanzialmente le balle, e pensava alla sveglia che sarebbe  suonata  presto la mattina dopo “Io con le Brigate Rosse tratto!” gridava lo zio storno, come se il governo fosse stato lui. “Tratto, ma non cedo. T’é capì?” gridava.  “Cos’é questa  storia che non tratto non tratto coi terroristi non si tratta” riprendeva ancora più infervorato. “ Io con le Brigate Rosse tratto eccome. Tratto. Ma non cedo. Però tratto.T’é capì!”
 “Si, in effetti...”
 “Eh?”
"..."
 “T’é capì me l’è la storia? Non si cede di un’unghia, con quella gente lì. Però si tratta” .
“Bisognerebbe considerare. . .”
“Cosa?”
“No, dico...” ..
La mamma non interloquiva, ma aveva gli occhi che dicevano:  quando avete finito di intavolare trattative con i  terroristi, io qui  ci avrei Portobello, da vedere, o il film con Spencer Tracy.“Frega un casso, a me dell’Aldo Morto. Se devo dirla tutta. Ch’el  me par e fio bastard d’ul Sturzo e d’ul Togliatti, dio ignorante! Però bisogna averlo chiaro: io con le Brigate Rosse qui non cedo. Però tratto. T’é capì. E’ mica vero che trattare vuol dire debolezza. Io, con le Brigate Rosse, tratto!”
“Ma  non cedi”..
“Eh?”
“…”
“T’è capì? Non bisogna averci paura di trattare, con quelle carogne  vigliacche che màzen i cariba e i giurnalist. Perciò si tratta, sapendo già che non si cede,”acca merenda”.
“…”
“Cosa chiedete per  liberare  ‘sto Aldo Moro?  Benissimo, parliamone. Trattiamo. Ma senza cedere. Si tratta e non si cede. Così  si dimostra la forza. Non nascondendo la testa come gli sturzi”.
“Gli struzzi”.
“Se l’è?”
"Gli struzzi!"
“Se l’e`-cusè?”
“Nagòtt” s’arrese papà.
“STRUZZI!” provò a spolmonarsi  la mamma.
“Ma se u faj il bagn jer sira” protestò lo zio storno.
“I  urécch però  t’è y  mia lavà” malignò Videla.
“Eh? T’è capì, me l’è”..
La finiva più.
“Kighinscì  bisogn  trattàa”.
“Mmm”.
“Senza  cedimenti”.
“…”
“ T’è capì! Care Bierre:  io-non-cedo!”
“Però  tratti, cazzo”.
“T’è capì.! T’è capì mel’è. Vacca merenda”.
A un certo punto papà, tanto per mandare un mezzo segnaIe, s’era alzato in piedi  e aveva cominciato lentamente a dirigersi  verso la porta d’ingresso. Ma quello, lo zio storno, niente. S’era alzato anche lui, ma mica la smetteva, mica dava segno di  volersene andare. Aveva continuato il monologo. Aveva  proseguito il comizio anche in posizione eretta. Ogni tanto percorreva una decina di centimetri, poi si fermava e riprendeva  va a parlare. A gridare. A papà usciva il fumo nero dalle orcchie e mi guardava malissimo, ma lo zio storno aveva continuato a trattare con le Brigate Rosse, però, va detto, senza cedere, anche per tutto il corridoio, sempre gridando  a squarciagola. Dopo cinque o dieci minuti cambiava piastrella, e riprendeva a trattare. Ma non cedeva. Mai. Alla fine aveva continuato a baccagliare e  a credersi  il governo anche davanti alla porta aperta, anche sul balcone, anche giù per le scale. La signora Beatrice era venuta ad affacciarsi sotto il portico e a sbirciare verso il nostro  fazzoletto di  terra per  vedere cosa diavolo stesse succedendo, cosa ostia g’avea da  vosare, quel mona.
Poi papà me le aveva date.
[ da "Quattro soli a motore" di Nicola Pezzoli]


lunedì 15 luglio 2013

AH, ECCO DOVE L'AVEVO VISTO!






Ma si, l'avevo visto recitare dentro questo film che, ironia del destino, s'intitola MEN IN BLACK.





venerdì 12 luglio 2013

LOBOTOMIA


Prendetelo come uno 'spettegolezzo' estivo. Un motivo per farsi quattro risate. Si, perchè ormai o si ride ci si ammazza..O si è santi o si è puttane.Come se estremizzare sia un aiuto a sopravvivere. Oppure anche: o boia o giullari, sempre e in ogni caso a servizio del potente di turno. Mi fermo un attimo su questi due video che riguardano la stessa persona, la stessa povera persona. Incredibile ma vero, la stessa persona dopo un'operazione di  lobotomia.





PRIMA DELL'INTERVENTO




DOPO L'INTERVENTO

E' la stessa persona del primo video? Giudicate voi.Giudichi lei. Io preferirei continuare ad alzare il gonnellino davanti alla telecamera fininvest piuttosto che funzionare a telecomando..

Aggiungo questa canzone in dialetto del'94, sullo stesso argomento ma non  è di grande importanza...


martedì 2 luglio 2013

OLD SUMMER'S CARDS FROM HOLIDAYS IN SICILY

Cartoline ed immagini, alcune pesantemente ritoccate di varie località della Sicilia.Risalgono agli '60 e '90.
Questa volta mi limitero' a incollare un po' di  cartoline e farvi ascoltare questa canzone catturata su soundcloud, da un artista che si chiama Art Elliot la cui voce mi ricorda un po' Paul Simon.

Palermo: piazzale Ungheria (1961)






https://soundcloud.com/artelliot/postcard


Palermo: piazza Croci e via della Libertà (1961)

Mondello -Palermo - (1962)


Acireale - zona a mare (1966)


Gigante di latta (costiera messinese) (1991)


Gigante di pietra - Agrigento, Valle dei Templi (1991)


Samperi (RG) - la vecchia fornace  (1960)



Termino con una immagine del Lido di Avola negli anni  '30, quella costruzione che si vede dietro 
i giovanotti è una balera sul mare dove in estate si ballava tutte le domeniche.