Il primo maggio nei comuni della provincia siciliana degli anni '50 e '60: immagini dei cortei durante gli scioperi (nella provincia di Siracusa in quegli anni i braccianti agricoli conducevano cruente battaglie per migliorare il loro contratto di lavoro - Lotte sanguinose, nel dicembre del 1968 morirono due giovani braccianti durante una manifestazione ad Avola).
E poi immagini di scampagnate e gite fuori porta (di casa). Il carrettino dei dolciumi, le feste di paese con il cantante "famoso" a buon prezzo..Non si navigava nell'oro ma il mondo con i suoi drammie le sue speranze, era più a portata di mano..
Le foto sono di Paolo Florio, contenute nel suo libro "Avola immagini di ieri" edizioni Florio Film, 2002
Soundtrack: MARE NOSTRUM - Galliano,Fresu, Lundgren
Quanti anni sono passati? Troppo pochi per rendersi conto della tragicità insita nei corsi e ricorsi storici...Basta guardarsi attorno e accorgersi che è come se non fosse successo niente e si continuano a fare gli stessi errori .
Quale occasione più ghiotta per lanciare da questo blog messaggi positivi e di speranza? Nelle parole della canzone che condivido di John Mayer si legge:
...noi continuamo ad aspettare
IN ATTESA CHE IL MONDO CAMBI
Noi continuamo ad aspettare (aspettare)
In attesa che il mondo cambi
È difficile battere il sistema
Quando siamo sempre ad una certa distanza
Così noi continuamo ad aspettare (aspettare)
IN ATTESA CHE IL MONDO CAMBI
Tuttavia non bisogna aspettare ma Agire, per evitare che gli individui che occupano posti di potere continuino a fare i loro comodi, o mandino a puttane l'universo, dopo averlo fatto con la nostra vita,
I coglioni esaltati nei posti sbagliati sono capaci di combinare scempi di ogni genere.Historia Docet.
Non ci resta che muovere il culo e stare in campana...
UN AUGURIO DI PACE A TUTTI
John Mayer - Waiting On the World to Change
Io e tutti i miei amici
Siamo degli incompresi
Loro dicono che noi non crediamo in niente e
Non c’è modo per noi di riuscire
Adesso noi vediamo che tutto sta andando male
Con il mondo e coloro che lo guidano
Ci sentiamo come se non avessimo i mezzi
Per elevarci al di sopra e vincere
Così noi continuamo ad aspettare
In attesa che il mondo cambi
Noi continuamo ad aspettare (aspettare)
In attesa che il mondo cambi
È difficile battere il sistema
Quando siamo sempre ad una certa distanza
Così noi continuamo ad aspettare (aspettare)
In attesa che il mondo cambi
Adesso se avessimo il potere
Per portare i nostri vicini a casa dalla guerra
Loro non avrebbero mai perso un Natale
Non più nastri alle loro porte
Quando voi credete alle vostre televisioni
Quello che ottenete è quello che avete ottenuto
Dato che quando loro posseggono l’informazione ooohhh,
La possono storcere come vogliono
Così mentre noi continuamo ad aspettare (aspettare)
In attesa che il mondo cambi
Noi continuamo ad aspettare (aspettare)
In attesa che il mondo cambi
Non è che non ci preoccupiamo
Sappiamo solo che la quantità non è equa
Così continuamo ad aspettare (aspettare)
In attesa che il mondo cambi
(Assolo di chitarra)
Noi stiamo ancora aspettando (aspettando)
In attesa che il mondo cambi
Noi continuamo ad aspettare (aspettare)
In attesa che il mondo cambi
Un giorno la nostra generazione
Controllerà la popolazione
Così noi continuamo ad aspettare (aspettare)
In attesa che il mondo cambi
Sapendo che noi continuamo ad aspettare (aspettare)
In attesa che il mondo cambi
Noi continuamo ad aspettare
In attesa che il mondo cambi
In attesa che il mondo cambi
In attesa che il mondo cambi
In attesa che il mondo cambi
Piena adesione di CASSETTI CONFUSI all'iniziativa lanciata da: Web sul blog e l'Agorà alla quale youtubers, grafici e webmasters stanno
rispondendo con entusiasmo condividendo banner, video e tutto quello che
serve, per diffonderla.
Lo scopo dell'iniziativa è quello di manifestare perplessità e dissenso nei confronti della proposta di un DDL che con la scusa di legiferare per combattere il
fenomeno delle fake news e degli insulti sul web, traccia invece regole
liberticide nei confronti di siti e blog che poi non sono certo i luoghi dove
questi fenomeni sono più frequenti..
In un momento in cui sta tornando di moda la "simpatica usanza" di erigere muri e barriere, questo
provvedimento, pur prendendo le mosse da una giusta causa, rischia di
rappresentare un'altra barriera contro la libertà di comunicare..
Molte cose mi passano per la testa. Partono da profonde considerazioni esistenziali e poi trovano riscontro nella musica, nella lettura...
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate su queste considerazioni che ho scritto su MAGAZZINI INESISTENTI.
“I Suonatori erano ammassati lì
sopra: suonavano una specie di pianola, un tamburo, uno strumento a fiato.
Questi strumenti facevano un baccano assordante, accompagnando e sottolineando
con violenza inaudita i canti strazianti e patetici degli attori.” (1)
Nel 1961 Pierpaolo Pasolini (insieme ad Alberto Moravia ed Elsa
Morante) si reca in India e riporta le sue impressioni su
un diario di viaggio, più tardi pubblicato con il titolo “L’Odore
dell’India”. Nello stesso anno vengono eseguiti e registrati dal vivo
al Village Vanguard i due brani di John Coltrane, India ed Impressions. Uno
strano parallelismo che ho cercato e voluto, nel tentativo di visualizzare un
mondo così misterioso, così carico di spiritualità e contemporaneamente di
drammatica povertà, dove la vita è così vicina alla morte quasi da poterci
andare oltre.
Un poeta d’immagini e un musicista mistico: leggere l’uno
ascoltando l’altro per trovare riscontri dentro uno stesso contesto storico e
sociale.India è un momento importante del percorso artistico
di Coltrane che coinvolge la sua musica, la ricerca di sé stesso e
delle radici della sua gente, il rapporto della sua vita artistica con i
profondi cambiamenti del mondo. Il sassofonista è affascinato da quella
cultura e dalla musica ad essa intimamente legata: frequenta il sitarista Ravi
Shankar e scopre i raga e quanto essi siano un misto di musica e
filosofia nella loro complessità e nel loro essere dettati dai tempi, dalle
stagioni, dagli stati d’animo. La loro struttura musicale aperta che dà un
senso ciclico di infinito, così come succede ascoltando i canti
gregoriani, forme modali che non “risolvono” mai, influenza
profondamente le sue idee. India nasce da suggestioni legate a quel
mondo, ai raga, e ai canti devozionali. Suggestioni riapparse più
potenti, distorte e amplificate dalla forte presenza di strumenti percussivi
nella parte iniziale di “Om”, album registrato nel 1965 e
pubblicato nel 1968 dalla Impulse!, nella drammatica parte
recitativa tratta dal “Bar-do Thos-grol”, (Il Libro tibetano dei morti) e
nell’esplosione free mista a pulsioni psichedeliche che segue.
Ma India è meno esplicito, più meditativo. Mentre ascolti ti sembra
scivolare sopra le acque del Gange così calme in superficie e
così piene di un ribollente movimento di molecole appena sotto. “Man
mano che la barca si stacca, vediamo apparire la riva in tutta la sua
estensione: in alto in fondo scintillano le luci, e controluce, si eleva una
specie di città di Dite, ma di proporzioni modeste, quasi rustiche. Sono le
pareti dei palazzi che i maraja e i ricchi si costruiscono per venire a morire
sul Gange (…)” (2).
Immagini e suoni di una terra dove antica miseria
e sofferenza convivono con lo splendore del Taj Mahal, dove l’ampio
tendone dell’induismo un tempo garantiva una pacifica simbiosi di religioni,
dove un occidentale non avrebbe mai compreso a pieno tutto quello che succedeva
davanti ai suoi occhi. “Nell’acqua del Gange si immergono i cadaveri prima
di bruciarli, nell’acqua del Gange si buttano, non bruciati, ma sistemati tra
due lastroni di pietra, i santoni, i vaiolosi e i lebbrosi, nell’acqua del
Gange galleggiano tutti i rifiuti e le carogne di una città che praticamente è
un lazzaretto perché la gente ci viene a morire. Ebbene, in quest’acqua si
vedono centinaia di persone che si lavano accuratamente, tuffandosi beate,
restandovi immerse fino alla cinta, a sciacquarsi mille volte, a lavarsi bocca
e denti (…)” (3).
Purezza e sporcizia, morte e rinascita, luce e oscurità, come il
contrasto tra il suono del soprano di John Coltrane e il clarino
basso di Eric Dolphy che ipnotizzano simili a incantatori di cobra.
Suoni e note a volte ti cullano, altre ti aggrediscono e non conviene resistere
con la ragione ma abbandonarsi lungo la corrente, cullati dal fluido background poliritmico
creato da Elvin Jones con il suo lavoro su piatti e rullante ricco di
accenti, e dal piano di McCoy Tyner, mentre l’effetto
del tamburo ad acqua creato da due bassi acustici suonati da Jimmy
Garrisone Reggie Workman in maniera incessante, sostiene le
evoluzioni dei solisti, rendendo l’idea di un rito tribale in lontananza. ”Coltrane
era molto affascinato dal tamburo ad acqua indiano, sostanzialmente uno
strumento di bordone che tiene una nota fissa mentre gli altri improvvisano
attorno ad essa.” (4). Lui stesso diceva: “Mi piace che la musica
sia pesante nel profondo” (5). L’atmosfera mistica di India anticipa
quella di “A Love Supreme” (1965, Impulse!) altro capolavoro entrato
a far parte della storia del jazz. L’album “Impressions” originariamente
pubblicato nel 1963 dalla Impulse!, contiene i due brani live al Village
Vanguard insieme a Up ‘Gainst The Walle After the rain, registrati
rispettivamente nel 1962 e nel 1963 al Van Gelder
Studio. Qui John Coltrane guida il suo “Quartetto classico” a
cui si sono uniti da Eric Dolphy e Reggie Workman sulle
tracce dal vivo. Questa line up gli consente di prodursi
in interminabili, intensi, potenti e drammatici assolo. Pur essendo
il risultato di brani registrati in tempi diversi, l’album contiene alcune
delle molteplici componenti della personalità musicale di Coltrane: il
misticismo e la spiritualità in India, il riferimento a So What del Miles
Davis modale in Impressions, il blues in Up ‘Gainst The
Wall e la predilezione per le ballads nella
sognante After the rain. A tutto questo si aggiunga una costante
progressiva tendenza a distaccarsi dalle consuete modalità espressive del jazz
suonato dai suoi contemporanei con lo scopo di rivoluzionare le regole
dell’improvvisazione, anzi, spazzarle via. Coltrane oscilla tra la
rigida geometria verticale delle sheet of sound che fa pensare alla
perfezione matematica di Bach, alla totale mancanza di punti fissi
felicemente trovata nella New Thing del suo amico Ornette
Coleman. Il senso dell’universo e il suoi misteri comandano la sua vita e la
sua musica: sembra tutto indissolubilmente legato, forse per questo è
affascinato dal pensiero di Albert Einstein: “La cosa più bella
che noi possiamo provare è il senso del mistero. Esso è la sorgente di
tutta la vera arte e di tutta la scienza. Colui che non ha mai provato questa
emozione, colui che non sa più fermarsi a meditare e rimanere rapito in
timorosa ammirazione, è come morto: i suoi occhi sono chiusi.” (6).
Coltrane non
si è mai fermato nella ricerca di nuove forme compositive ed espressive: la sua
smodata curiosità, la sua esuberanza creativa lo hanno spinto oltre le estreme
possibilità dello strumento per raggiungere territori inesplorati; è stata
una breve ma intensa avventura, e di tutto quello che è successo, continuiamo a
goderne i frutti con gratitudine.
“Si ripete così la vecchia storia: il mondo stupendo, e orrendo e io che lo
contemplo, ricco, fin troppo ricco, degli strumenti necessari a
registrarlo”. (7)
Tracks: 00:00 – India / 14:10 – Up
‘Gainst The Wall / 17:25 – Impressions / 32:21 – After
The Rain Personnel: John Coltrane – soprano and tenor saxophone. McCoy
Tyner – piano (exc. track 2). Jimmy Garrison – double bass. Elvin Jones – drums
(exc. tracks 4). Roy Haynes – drums (tracks 4). Eric Dolphy – bass clarinet, alto sax (tracks 1 and 3). Reggie
Workman – double bass (tracks 1 and 3).
(1), (2), (3), (7):
da Pier Paolo Pasolini “L’odore dell’India” con “Passeggiata
ad Ajanta” e “Lettera da Benares”Milano, Garzanti Libri, 2009. (4) da: Joe
Goldberg, “Jazz Masters of the Fifties” New York, MacMillan
1965. (5)citazione da un discorso di John Coltrane tratta
da: Joe Goldberg, “Jazz Masters of the Fifties” New York,
MacMillan 1965. (6) da: Leopold Infield “Albert Einstein” Torino,
Giulio Einaudi Editore, 1962.
Con molta semplicità e con sincerità AUGURO BUONE FESTE A TUTTI !! Ho imparato che stare vicino alle persone che vogliamo bene sia la cosa migliore, il resto è tutto contorno, e molte volte, anche indigesto. Ritengo che ogni occasione per lanciare segnali positivi sia buona e non bisogna lasciarsela scappare. Rimaniamo vicini, teniamoci stretti, stiamo in contatto e non lasciamoci fregare..Non perdiamoci di vista, ricordiamo quello che siamo, quello che abbiamo costruito e continuiamo a credere nelle nostre idee. Ai tempi d'oggi già avere delle idee è una fortuna.
Dire "Vogliamoci bene" riferito a noi stessie fra noi penso che non sia banale in un momento storico confuso e pieno di stupidità...
Ho trovato un buon motivo per tornare a scrivere qualcosa sul mio blog, da me molto amato ma molto trascurato. Sarò breve: quest'estate ho avuto modo di entrare con due miei amici in casa di Corrado Frateantonio, scomparso qualche anno fa, del quale ho pubblicato in altre occasioni immagini e video sulle sue opere. La compagna del pittore ci ha gentilmente concesso di girare per il suo atelier, raccogliendo prezioso materiale fatto da video e foto da pubblicare sui nostri profili. I miei amici sono anch'essi interessati d'arte, e conoscono ed hanno uno speciale rapporto con Luciana Penna della quale mi hanno inviato un video che mi affretto a pubblicare qui. L'idea che due artisti , una del Nord (Luciana Penna) ed uno del Sud ( Fratantonio, siciliano che viveva a Roma) fossero i protagonisti di una Mostra virtuale nel mio Cassetti Confusi, mi ha spinto a condividere con entusiasmo tutte queste notizie con i miei followers..
LUCIANA PENNA
"Nata a Milano nel 1939; vissuta molti anni a Torino, poi a
Collegno.
L‟inclinazione per l‟arte era
chiara già da bambina, ma eravamo in dopo- guerra con finanze rovinate,
preferii andare subito a lavorare, così mi fermai alla 3° media, ma non smisi mai di
studiare come autodidatta, con la
libertà di pensare fuori dagli schemi. Per fortuna nella nostra epoca tutti
possono accedere ad ogni tipo di istruzione e cultura, la limitazione é data
solo dal tempo dedicato.
Nel 1972, lasciato l’impiego alla
Direzione Acquisti della Fiat Mirafiori, intensificai la ricerca artistica e
l’attività espositiva. Iniziai a frequentare Artisti e incontrai un bello
spirito collaborativo, a partire dall’ambito astratto-surrealista con Raffaele
PonteCorvo.
Credo che ognuno abbia qualche
innata attitudine, oltre alla possibilità che tutti abbiamo di apprendere
qualsiasi disciplina, per me c’è la capacità di vedere come concretizzare la
forma in chiave artistica. Mi bastava vedere una volta qualcuno all’opera per
capire come procedere. L’acquaforte mi fu presentata da Giacomo Figus, la
fusione in bronzo da Romano Politano, lo scolpire il marmo mi fu mostrato da
Giovanni Borgarello.
Contro i dubbi che a volte mi
assalgono circa le mie scelte di vita, mi rassicura pensare che è giusto
coltivare i talenti che si possiedono, nel tentativo di vedere più in là,
cogliere da una sensazione imprecisa, un frammento specchiante, qualcosa dell‟infinito
lontano nel cosmo o dentro di noi. Vedo nell’opera artistica l’esito in cui
ognuno può ritrovare se stesso come appartenente al genere umano, avvicinato in
un ideale trascendente; anche se la lettura è in diretto rapporto con il
proprio vissuto e chi guarda vede un riflesso di sé in base alla propria
cultura e sensibilità, l’arte offre un’ intuizione percepibile da tutti.
Per la scultura ho usato diversi materiali: dal marmo al
bronzo, dal ferro alla creta, oltre a cemento e legno, scelti secondo le loro
intrinseche possibilità espressive.
Nella pittura amo movimentare la
superficie, estraendo forme staccate, sollevate dal piano o affondate al di là
della tela, con fessure rivelanti le stratificazioni che scendono nelle
orditure dell’inafferrabile".
(Le note autobiografiche sono scritte dall'artista)
Mostra "Scenografie Teatrali Scientifiche" Santena (TO) dal 5 al 31- 10
La Mostra è stata organizzata nell'ambito del programma Teatro e Scienza. In
esposizione dipinti, bassorilievi, fotografie e sculture che
descrivono intuizioni, scoperte, pensieri e volti degli scienziati che
segnarono la storia: perché, in realtà, legare il concetto all'immagine è
sempre un formidabile trucco per insegnare e divulgare e, sul fronte
opposto imparare. In particolare appaiono 22 dipinti di Luciana Penna
sull'attività di vari premi Nobel per la Fisica e scienziati famosi;
fotografie artistiche di Carla Demichelis, non ultimi, alcuni dipinti e
sculture di Gianfranco Cantù, ispirati al teorema di Pitagora, ai due
Teoremi di Euclide e alla struttura dei mandala (le origini
eucligoriche)
Riprese e Supervisione Roberto Mosca Ros Montaggio Elena Gambalonga
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CORRADO FRATEANTONIO
(1941 -2011)
Nato ad Avola (SR), ha poi vissuto praticamente a Roma cui è legata la sua vita artistica. Il suo mondo pittorico è inve ce molto legato alla sua terra, ai luoghi della sua infanzia.
"Corrado è il pittore della gente comune, raffigurata mentre lavora.
L’uomo che si racconta attraverso il proprio mestiere, non certo quello
che possiede o quello che indossa. Il lavoro come fatica, letta negli
sguardi, nei particolari dei volti, delle mani..Le mani sono sempre ben
disegnate. Le mani dei pescatori che con maestria rammendano le reti,
con forza afferrano il tonno e lo issano a bordo, quelli dei contadini
che raccolgono con abilità gli agrumi, quelle degli spaccapietre che con
forza brandiscono il ‘mazzuolo’..Il padre era un grande scalpellino..."
Per chi volesse sapere dell'altro su Corrado, sempre su questo blog altre notizie interessanti, e condiviso immagini delle sue opere, le scenografie, le sue mostre,QUI
Il video è stato girato nell'atelier di Corrado il settembre 2016