cassetti confusi
martedì 20 novembre 2018
martedì 13 novembre 2018
CASSETTI CONFUSI COMPIE OTTO ANNI !
Basta affacciarsi alla finestra e scoprire che c'è una bella giornata dopo tutto lo sfacelo dei giorni passati. Basta che una ventata di ricordi apra improvvisamente il tuo cervello impigrito dalle cazzate che succedono quotidianamente. Basta avere la voglia per un attimo di spostare il focus della tua attenzione dalla consuetudine. E per esempio, scopri il piacere di riascoltare le canzoni che hanno segnato la tua adolescenza, la tua giovinezza, la tua merdosa vita da adulto. Ce ne sono tante. E sono ventate che ti arrivano addosso, come una pioggia piacevole e lieve che colpisce, gioiosa, come un odore di terra smossa , come l'odore di una confusione che lascia ogni tanto spazio alla consapevolezza che nonostante tutto siamo vivi e padroni della nostra fantasia.
....Poi ritorniamo dentro la nostra scatola di cartone piena di semi di zucca da bravi criceti, ma almeno con un sorriso in più...
UN AFFETTUOSO SALUTO E UN GRAZIE A CHI MI HA SEGUITO FINO AD OGGI E A CHI SI E' STANCATO...
martedì 1 maggio 2018
1° MAGGIO!
Sì, c'è stato un mondo e un periodo storico nel quale l'essere un LAVORATORE , era un motivo di dignità, di nobiltà. L'appartenenza al mondo produttivo era una sicurezza, un punto di riferimento, un ASSIOMA SOCIALE...E oggi?.. Qual'è l' identità che prima passava tra le tessere del sindacato o le tessere di partito?..Quante volte abbiamo scritto nome, cognome indirizzo e n° di telefono? Cosa cazzo ne è rimasto?
Robert Wyatt's English language version of the Internationale.
mercoledì 25 aprile 2018
MORIRE DI ANTIFASCISMO: I FRATELLI CERVI
Frugando i miei cassetti in soffitta, (da molto non lo facevo, c’era un
sacco di polvere…) mi è capitato fra le mani questo libretto di appena 94 pagine, stampato nel 1956,
dal titolo I MIEI SETTE FIGLI il
racconto di ALCIDE CERVI, della sua vita semplice da contadino e del sacrificio dei sette figli, eroi della
Resistenza, uccisi brutalmente il 28 dicembre del 1943 dai fascisti.
La guerra è odio ma quello era solo odio: uno dei tanti momenti bui
della storia del nostro Paese..
Italiani che ammazzano altri italiani, allora era inconcepibile. Oggi più niente ci meraviglia. Ma questo non è una bella cosa...
Allora si combatteva per la propria libertà. E oggi? Siamo liberi, o
siamo illusi di esserlo?
Il racconto si conclude così:
“Io vorrei farvi sentire che cos'è avere ottant’anni, aspettarsi la morte
da un momento all’altro, e pensare che forse tanto sacrificio non è valso a niente,
se ancora odio viene acceso tra gli italiani. Che il cielo si schiarisca, che sull’Italia
torni la pace e la concordia, che i nostri morti ispirino i vivi, che il loro sacrificio scavi profondo nel cuore della
terra e degli uomini. Allora si, mi sarò guadagnato la mia morte, e potrò dire alla
madre dolce e affettuosa, alla sposa mia adorata: la terra non è più come quando tu c’eri, sulla terra si
può vivere, e non solo morire di crepacuore. E ai figli, dirò: l’Italia vostra è
salva, riposate in pace, figli miei.”
Alcide Cervi
sabato 31 marzo 2018
domenica 25 marzo 2018
giovedì 18 gennaio 2018
HOT TUNA - BURGERS (1972)
Quattro brutti ceffi a bordo di una fiammante Buick nera dei primi anni ’30, piombata sulla West Coast direttamente da Chicago non si sa come, percorrono una strada che costeggia il litorale illuminato da un caldo sole di primo mattino..
Il sole è uscito stamattina
L'autostrada mi ha mostrato la via
Crepe nella sabbia mi hanno trascinato in mare
Ho lavato via le mie preoccupazioni (…)
I brutti ceffi
sono gli Hot Tuna: Jorma Kaukonen, Jack Casady, Papa
John Creach e Sammy Piazza, la scena è la descrizione dell’immagine sulla
copertina di Burgers, album pubblicato nel 1972 dalla Grunt Records, il primo album di questo
gruppo registrato interamente in studio. Felice miscuglio di rock psichedelico di
marca ”Jefferson Airplane, e Starship”,
blues, ragtime e country. Terzo album dopo i live “Hot Tuna” (1970) e “First Pull Up, Then Pull Down” (1971). E’ allora chiaro perchè John Henry
Creach, chiamato affettuosamente dagli
amici più giovani “Papa” è salito su quella macchina: aveva suonato con Fats
Waller il ragtime e lo swing con Louis
Armstrong, ma anche il blues con Big Joe Turner e T-Bone Walker e per lui è naturale
improvvisare come un funambolo sulle corde del suo violino. Il suo modo inconfondibile di suonare un po’ swing,
un pò tzigano, oltre al raffinato ed elegante fingerstyle di Jorma ed il suono del basso possente
e incessante di Jack sulla punta delle sue dita, sono particolari aspetti
tecnici dell’album che ti rimangono impressi. (Se ti interessa continua a leggere QUI)
HOT TUNA - KEEP ON TRUCKIN'
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